sabato 29 ottobre 2016

Due ore fa chiacchieravo con consu e le dicevo che la bimba si sentiva poco perché ho la placenta anteriore, solo movimenti interni...e pochi minuti fa sul divano in mezzo alle pesti, con le canzoni di natale in TV e una mano sulla pancia, i primi calcetti decisi...amore allo stato puro 😍😍
Quelle sensazioni già vissute ma sempre nuove, quelle che già so mi mancheranno ancora una volta. .. è proprio così,  che fantastica storia è la vita!

martedì 11 ottobre 2016

Uno schiaffo in pieno viso

Ieri siamo stati invitati dala mamma di un'amichetta di dani a fare merenda da loro, ha una sorellina più piccola che fino a giugno andava al nido con chichi, adesso lei entrerà a gennaio alla materna, ma non saranno nella stessa sezione. Siamo stati bene, un pomeriggio tranquillo, tanti muffin, quattro chiacchiere tra mamme e i bimbi che non hanno litigato mai, nonostante la stanchezza dopo 8 ore di scuola. Appena sono tornati a casa col pulmino li ho caricati in macchina senza togliere nemmeno il grembiulino, perché è iniziato il diluvio universale e per evitare che si inzupassero siamo andati direttamente. Una volta arrivati ho tolto il grembiulino e ho chiesto di poter lavare le mani ai bimbi, chichi subito: io a fa pipì e io ha fame, dani invece molto più educato, è andato con la sua amichetta in camera a giocare e dopo un pò è arrivato in sala che doveva far pipì. Lui è ormai autonomo, quindi gli ho detto di fare da solo, ma poi mi ha chiamato che gli era un pò scappata. Non importa, qualche goccia di pipì non ti ammazza, poi a casa ci cambiamo. Invece sono andata in bagno e l'ho trovato in piedi che aveva fatto il lago, cosa che non è mai successa, gli ho detto: Mami come mai? Ma lui mi ha guardato con due occhioni gonfi di lacrime, intanto tutti i bimbi che erano entrati in bagno e io nel panico,  non avevo il cambio perché per lui ormai non serve più...e invece forse ieri serviva! S. Mamma delle bimbe mi ha dato un cambio della figlia, l'ho cambiato, messo i panni sporchi in una busta e via, tutto come Prima.
Una volta a casa bagnetto, cena e alle otto sono crollati a letto. Stamattina ci siamo svegliati tardi, così ho dovuto accompagnarli io. Una volta a casa, mentre facevo colazione mi è tornato alla mente quello sguardo di ieri, quella espressione di chi vorrebbe piangere ma non vuole farsi vedere, quegli occhioni neri che mi entrano dentro ogni volta che lui mi guarda ed è stato come se qualcuno mi avesse tirato uno schiaffone in faccia. Perché per me lui ormai è grande, pretendo che faccia determinate cose, sono molto meno tollerante quando combina qualche guaio e mi aspetto sempre troppo. Il problema sono io che non reggo sempre la situazione, perché sono due pesti sempre a mille e ultimamente mi stanco facilmente, troppo spesso mi dimentico che non è poi così lontano da quel cucciolo piccolo che mi chiedeva attenzioni qualche tempo fa. Lui è forte, autonomo, sveglio e dolcissimo e mi sta abituando a farlo crescere troppo velocemente! Lui è un bambino di 5 anni, un bravissimo bimbo che si emoziona per una foglia che diventa rossa, per la paperella che mangia il pane che buttiamo al laghetto della villa comunale, che quando si fa forte per fare un tuffo in piedi sul trampolino la prima cosa che fa quando risale dall'acqua è guardare me con quella luce negli occhi che solo io so quanto orgoglio racchiude, non tanto perché ci è riuscito, quanto perché sa che io sono tanto felice quando affronta le sue paure.
Adesso vorrei tanto averlo qui e dirgli che per me lui è l'essere più speciale di questo mondo, anche se ha paura di un rumore nella notte, anche se quando sta colorando gli scappa il colore fuori dal bordo di un tetto, anche se la sera spesso devo aiutarlo a mettere il pigiama... è il mio bimbo e forse per me lo sarà sempre, anche se il mio compito è farlo crescere. Vorrei solo che adesso lui sapesse che io sarò sempre innamorata dei suoi denti bianchi quando sorride, dei suoi capelli lisci e spessi che superati i due centimetri dobbiamo tagliarli perché non si tengono, dei suoi piedi brutti come quelli del padre e dell'entusiasmo che mette in ogni cosa che fa...

giovedì 6 ottobre 2016

Una al terzo figlio s'immagina di essere una palla già dal test! Invece niente. Ok che ho preso pochi chili, ma la maggior parte delle persone che non lo sanno continuano a non accorgersene e chi lo sa mi djce: ma la pancia? Eh...
Tipo ieri mattina sono tornata in palestra e dopo la scheda nuova, mi sono affidata ad una istruttrice perché era quasi tutto corpo libero e io ho sempre fatto macchine e pesi... scena bellissima perché avevo lo squat con la palla dietro la schiena, poggiata al muro, allora inizio a scendere e lei: spingi un pò il sedere verso la palla e contrai l'addome. Lo faccio e lei di nuovo: ok, però contrai l'addome... non sto spingendo la pancia in fuori, sono incinta! Siamo morte dalle risate! Stamattina porto chichi all'asilo e vedo la maestra dello scorso anno di dani e le vado incontro per salutarla, visto che è stata fuori per un pò, le è morto il marito e lei: ma mi avevano detto che eri incinta, ma la pancia? Eccola!
Poi porto dani dalla dentista e lei nota il chiama angeli e allora mi chiede: oddio, ma sei incinta? Le dico di si e lei: auguri, sei proprio all'inizio? Non proprio! Sono al quinto mese... complimenti, stai benissimo... che significa sembri giusto una che ha fatto una colazione abbondante...
E vabbe, prima o poi crescerà sta panza...e se non cresce faticherò meno dopo a farla rientrare!!!
Se ci riesco vi metto una foto, che per gioco ho postato anche sulla pagina Facebook di pianeta mamma per indovinare sesso e settimane di gravidanza...

martedì 4 ottobre 2016

Questa mattina finalmente è solo mia, ho bisogno di staccare e non pensare a niente, ho bisogno di shopping e qualche risata con la mia amica.
I bimbi sono da poco saliti sul pulmino per andare all'asilo, dieci minuti di silenzio per una tazza di latte freddo, che con questo freddo un bel cappuccio caldo e schiumose ci stava tutto ma a me fa salire la nausea, quindi niente, e qualche fetta biscottata. Adesso doccia e poi si va all'ikea a cazzeggiare e al decathlon a prendere qualcosa che domani finalmente si riprende con la palestra e Asia ormai non li vuole più i vecchi leggins con l'elastico stretto in vita...anche perché diciamo pure che la vita ormai non c'è più...

lunedì 3 ottobre 2016

Un weekend che non so descrivere

Da un lato l'aver preso consapevolezza che non sto sognando, che c'è una bimba nella mia pancia, una bellissima bimba, la mia bimba. È come se di colpo tutto fosse diventato più vero, non lo so spiegare, la difficoltà a parlare al femminile di lei, perché non ci sono abituata ma anche la naturalezza perché non riuscivo a parlare di un lui, i miei uomini li ho già tutti qui con me... il suo aver iniziato a rispondere alle mie carezze, il suo muoversi quando ho bisogno di sentire che non è un sogno...
Dall'altro una serie di verità sconvolgenti,  che avevo accennato già,  ma che mai avrei immaginato essere tutte queste.
Sabato mattina abbiamo portato i bimbi da mia cognata e siamo andati a casa di mio zio, il primo colpo al cuore, lui con la sua pelle grigia e quella bocca aperta che emetteva suoni che io non capivo né a sentirli né a provare a leggere quei minimi movimenti delle labbra, lui seduto su quella poltrona con la testa penzolante da un lato, incapace di rialzarsi se non con l'aiuto di qualcuno.  Siamo stati un pò in terrazza, con mia cugina che si sfogava e mia madre che iniziava a parlarmi di cose inimmaginabili...
Poi verso le undici e mezza abbiamo deciso che io sarei andata a prendere dei panini per marito, poi a prendere i bimbi e lui sarebbe rimasto lì fino alle 3 quando sarei passata a prenderlo per portare dani in piscina.
Nel tragitto verso la piscina mio marito, sconvolto, mi ha raccontato lo sfogo di mio cugino, la violenza di una madre malata che chiudeva le serrande e impediva di aprire quando qualcuno andava a trovarli, il suo divieto ai figli di parlare di fronte agli altri, il non aver fatto curare mio zio per paura che la gente sapesse, il non aver mai fatto richiesta per una invalidità per mio zio e per mia cugina, sempre per lo stesso motivo e tante tante tante troppe cose...
Poi ieri il funerale, hanno dovuto aspettare 48 ore perché il medico non si è assunto la responsabilità di dichiarare una morte naturale, in quanto non ha mai fatto visite o esami e quindi per la morte improvvisa occorrevano due giorni, così mi ha detto mio padre.
Quanto ho pianto quando tutto è finito, dopo che tutti si sono stretti intorno a questa famiglia distrutta, dopo che tutti hanno offerto aiuto a questo ragazzo, costretto ad andare in terapia per trovare la forza di andare avanti per poi tornare a casa e avere le mani legate in tutto. Ci ha raccontato anche che non parlava da due anni col padre perché lo accusa di essere stato troppo debole da non ribellarsi alla follia della moglie.
Adesso si trova un padre allo stadio terminale, una sorella che non è possibile gestire in casa, che, per dirne una, si ciba solo di pasta condita con un cubetto di margarina...
Una tenerezza che non so descrivere, un senso di colpa tremendo per non aver capito come stavano le cose. Quando andavamo a trovarli, molto poco in realtà, non erano mai in casa. Oggi so che non era così.
Un bisogno di star vicino a questo ragazzo che mai avrei creduto potesse portarsi dentro tutta questa tragedia.
Lei cercava di tenere fuori dalla loro vita tutti, sempre per paura che sapessero ha allontanato tutti e adesso il carico più grande spetta a mio padre, mia madre e a noi, nel limite delle nostre possibilità... ma non importa. Ce la faremo, lui merita di sorridere, come in quasi 30 anni non ha mai fatto.

sabato 1 ottobre 2016

Entrare nel centro dell'aquila e rendersi conto che è una città morta, palazzi immensi abbandonati, la casa dello studente fa venire i brividi, ti viene un magone immenso...non c'ero mai stata, sempre in zone non toccate dal terremoto.
 E dopo qualche casino perché era tutta una impalcatura e dove avremmo dovuto passare era chiuso, alle 20:10 arriviamo, 3 persone davanti a noi. Un sacrificio immenso  tenere i bambini stanchi e assonnati che avrebbero dovuto essere da mia madre..ma...
Alle 21 e 10 tocca a noi, entro a mille, ma basta la voce del mio ginecologo a calmarmi, il suo sorriso, io lo amo proprio questo uomo. Domande di rito, controllo esami ok, non ha dato peso a quei valori, mi regala la cartellina per la gravidanza, bianca e rosa, le altre volte era blu e gli dico che speriamo sia di buon auspicio, mi prescrive il multicentrum da prendere e mi pesa, dall'inizio ho preso 2 kg, ottimo direi...
Mi fa spogliare e mi fa la visita, tutto ok e mi dice: aspetta a rivestirti, vediamo da sotto prima se riusciamo a vedere sto sesso, che oggi non ce ne andiamo senza vederlo... appena accende il monitor mi sembra di vedere qualcosa di troppo, mi giro verso marito che aveva visto anche lui quello che a quanto pare però era il cordone....gira e rigira ma non si vede niente, anche se non è nella posizione migliore...e questo dice essere già qualcosa...
Mi mette il gel sulla pancia e continua, già che c'è misura, 9.06 cm testa-culetto, altri minuti interminabili e poi: ecco qua, questa è proprio femmina!!! E ci fa vedere due striscette, il famoso chicco di caffè... per poi aggiungere: al 95% è femmina, ma io mi sento di dire anche più del 95, questo è merito della cartellina. Mi sono alzata dal lettino che lo avrei baciato! Pietro gli avrebbe fatto una statua proprio!!!
E niente, adesso 7 novembre morfologica, poi curva glicemica e poi ci rivediamo. Salutiamo e sul telefono vedo che ho 2 chiamate perse e 5 Chat su whatsapp che ok che avevo detto che avrei fatto sapere io, ma siamo usciti che erano le 21:45 e intanto c'erano state due scosse fortine e tutti preoccupati per noi nella città fantasma. Una fame da lupi, un freddo pazzesco e andiamo alla ricerca di un McDonald's, i bimbi felicissimi per il regalino dell'happy meal e io avevo voglia di coca cola e patatine schifose... l'hamburger un pò meno perché togli cipolla, pomodoro, insalata e formaggio, non è che rimane poi tanto, ma alla fine ho lasciato tutto, non sono abituata e mi è salita subito l'acidità. Intanto chiama genitori e amiche, rispondi ai messaggi, arriviamo a casa che è mezzanotte, bimbi che dormono e noi contenti perché nonostante tutto abbiamo goduto di questa serata solo nostra, come meritavamo e come meritava lei... e so che mia zia sarebbe stata solo contenta di questo...
Scrivo a quest'ora perché domani non so se avrò tempo...
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