giovedì 8 giugno 2017

Non è solo latte, ciuccio e pannolini

Credo che la maggior parte delle mamme blogger abbiano deciso di iniziare a scrivere su questo diario quando con la pancia o col bimbo in mano hanno cercato qualche risposta assurda su Internet. Io ho conosciuto il mondo dei blog quando avevo da poco il primo figlio, venivo da yahoo answer e lì c'erano alcune mamme che avevano un blog, anche loro con bimbi piccoli. Ho iniziato a leggere questi e poi altri che le mamme blogger seguivano. Leggevo di notte nelle millemila poppate, leggevo di giorno seduta sul divano mentre col piede facevo andare avanti e indietro la navetta, per vincere la tristezza, per sopportare la noia dei primi tempi, quando le amiche non sai dove siano, quando il tuo mondo gira intorno solo a quell'esserino dal sorriso sdentato. Poi in un caldo giorno, mi pare, di agosto, ho iniziato a scrivere anche io, pagine monotematiche, delle coliche, della prima pappa e di mammamma, delle notti insonni e del primo raffreddore. Poi l'entusiasmo della neomamma passa, o meglio, si ricorda che ha ancora una vita, un lavoro e una casa da mandare avanti e così l'appuntamento fisso col diario per me è diventato settimanale, mensile e a volte passavano piu di due mesi per tornare ad aggiornare il mio blog. E intanto la vita va avanti, ho avuto altri due figli e le emozioni belle sono tutte raccontate qui e questo mi piace, perché tante cose le ho dimenticate e ogni tanto vado a rileggere. Ho scritto delle liti, delle cattiverie ricevute, adesso ho smesso, dopo i commenti (anonimi) cattivi ricevuti e ho continuato a scrivere solo dei miei figli. Chi non ha figli spesso ci accusa, e ha ragione, di parlare solo di cacche e rigurgiti. La vita di una mamma però, purtroppo o per fortuna, non è tutta lì, piano piano si ritrovano le amiche o se ne incontrano di nuove, si riprende a dormire la notte e si ritorna ad essere persone normali e non più delle rincoglionite. Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei tornare ai tempi in cui raccontavo della paura di riprendere a lavorare, di lasciare il mio primo figlio... vorrei non aver dovuto festeggiare il primo compleanno del mio secondo figlio il giorno dopo il funerale di mio zio, vorrei non dover ricordare i miei figli che giocavano nello studio del mio ginecologo mentre lui mi diceva che nella mia pancia c'era la nostra principessa, loro sarebbero stati dai nonni se quella mattina mia zia non fosse caduta a terra per non alzarsi mai più; vorrei non ricordare che mentre gonfiavamo palloncini e attaccavamo festoni per il terzo compleanno di chichi mia madre mi ha chiamato per dirmi di andare a prendere i bimbi perché anche mio zio era morto...
Lo stesso giorno la mia amica mi ha chiamato per dirmi che il marito aveva avuto un ictus e soprattutto il tumore lo stava divorando e non rimaneva tanto... da quel giorno sono passati esattamente sette mesi e io non avrei voluto cercare le foto scattate nelle mille uscite insieme, i sorrisi, mariti che si lamentano delle mogli e viceversa, giornate a parlare di latte, ciucci e pannolini, non avrei voluto salutarlo per sempre da lontano, guardando la sua foto appoggiata ad una bara...ha combattuto sette anni e mezzo e noi col cuore abbiamo sempre tifato per lui, ma questo non è bastato...

3 commenti:

Babi ha detto...

Mi dispiace tanto.

manu ha detto...

E' terribile...Ti abbraccio forte forte...q

mammapiky ha detto...

E' tristissimo...purtroppo in questi casi penso sempre che la vita alla fine è una fregatura, mi servono gli abbracci dei miei figli e i loro sorrisi, per capire che non è così che la vita è bellissima e che è la morte ad essere la fregatura. Mi dispiace moltissimo. Un abbraccio grande

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